VIGILI DEL FUOCO

COMANDO Provinciale 

   VV.F. di NAPOLI

Sito Ufficiale dei Vigili del Fuoco di Napoli

   

   

Comunicato Stampa

4 Dicembre 2002 – Festa di Santa Barbara, protettrice dei Vigili del Fuoco.

Santa Barbara invocata da sempre a protezione dei lampi è Patrona dei Vigili del Fuoco per il suo potere sovrannaturale sul fuoco ed ogni anno il 4 dicembre si celebra la sua Festa.

Santa Barbara, è nata a Nicomedia in Asia Minore nel 217 d.c. ed è stata decapitata, dal padre Dioscuro, il 4 dicembre 238 d.c. probabilmente non solo per rispetto delle leggi dell'Impero vigenti ma soprattutto per timore che la Santa, rinchiusa in una torre, durante la prigionia potesse diventare preda dei suoi carcerieri. Molte località si contendono le origini di Santa Barbara, la martire giovinetta, di cui ci sono pervenuti molti scritti e molte leggende e la cui diffusione del culto è mondiale.

Come in tutte le Sedi VV.F. anche il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli onora la sua leggendaria Protettrice.

Per i Vigili del Fuoco il 4 dicembre è Festa grande, l'unica e la più importante; è una ricorrenza sentitissima sia dal personale in servizio che dal personale in congedo; per questi ultimi occasione, tra l'altro, per incontrare vecchi e nuovi colleghi.

Sarà celebrata nella sede Centrale, ed anche in alcuni distaccamenti, la Santa Messa a conclusione della quale viene premiato il personale che si è particolarmente distinto negli interventi di soccorso alla popolazione. Successivamente il Comandante Provinciale legge il messaggio augurale dell'On. Sig. Ministro dell'interno, quindi pronuncia il rituale discorso che non è un fatto fine a se stesso.

Quest'anno vi sarà una cerimonia molto sobria poiché i Vigili del Fuoco sono in questo momento impegnati sui luoghi del disastro a Catania per l'eruzione dell'Etna, in Molise per il terremoto e in Lombardia per l'alluvione.

In tutte questi posti sono stati inviati uomini e mezzi da Napoli e dagli altri Comandi della Campania.

A cerimonia ultimata è consuetudine leggere la Preghiera del Vigile del Fuoco, quindi suonare tutte le sirene degli automezzi in dotazione.

 

[pagina a cura di Michele La Veglia, funzionario VVF Napoli]

  

 

Preghiera del Vigile del Fuoco

 

Dio, Creatore e Signore dell'Universo

che illumini i cieli e colmi gli abissi,

al cui potere tutte le forze obbediscono,

ascolta benigno la nostra Preghiera

 

Nell'ora del dovere rendici forti

Nello spirito e sicuri nell'azione.

 

Quando la sirena urla per le vie della città,

raccogli il palpito dei nostri cuori votati alla rinuncia.

 

Quando l'incendio, irresistibile, avvampa,

fa o Dio che bruci solo il male

che si annida nelle case degli uomini.

 

Signore, il rischio è il nostro pane quotidiano,

ma la nostra fede in te è sostegno

nel terrore dei crolli, nel furore delle acque,

nell'inferno dei roghi.

 

Rendi valido il soccorso

che in Tuo nome portiamo ai fratelli

quando urge il bisogno e incombe il pericolo.

 

Proteggi, Signore, l'opera nostra

benedici le nostre famiglie,

accetta le preghiere dei nostri Figli.

 

Per Santa Barbara Martire.

  

" UNA DONNA DI FUOCO"

In un mondo industrializzato quale il nostro, dove sembrano non contare più i valori di una volta, dove si mette avanti ad ogni altra cosa i beni materiali e terreni, dove si sfugge di fronte alle problematiche dell’esistenza, dove si ripudia come in tempi remoti la fede cristiana, dove si mette in dubbio l’esistenza di un’altra vita dopo la morte, in questi tempi ricordarsi di santificare i santi diventa quasi una rarità. Eppure non ci rendiamo conto di quali similitudini quotidiane vi siano con la vita, la passione, la fede che questi devoti della cristianità abbiano con la vita di noi tutti.

Santa Barbara patrona dei Vigili del Fuoco, ne è l’esempio nel tempo. Originaria di Antiochia o Nicomeda o Heliopolis nella Paflagonia (le notizie a noi pervenute, compilate in greco antico o nella traduzione latina, hanno diverse interpretazioni ), vissuta nel III sec d.C., fu richiesta in sposa da più di un pretendente ma rinchiusa dal padre Dioscoro in una torre appositamente costruita. Segretamente consacrata alla fede cristiana, prima di entrarvi volle, immergendosi in una piscina, confermare questa consacrazione autobattezzandosi. Scoperta da padre, venne trascinata dinnanzi al prefetto il quale, non riuscendo a convincere la fanciulla ad abbandonare la fede abbracciata, la fece torturare. Avvolta in ruvidissimi panni riportò ferite sanguinanti, ma le sue ferite si richiusero rapidamente; venne condannata al rogo insieme ad un’altra giovane di nome Giuliana, ma le fiamme si spensero da sole; le furono applicate piastre roventi, ma il suo corpo sembrava non riportare alcun danno; infine il padre stesso la condannò alla decapitazione ponendo fine al suo supplizio, ma non poté gioire di questo, colpito immediatamente da un fulmine che ne disperse le ceneri.

La sua vita tormentata ed il supplizio, spinsero i credenti ad eleggerla patrona di tutti coloro che lavorano con il fuoco; in Italia fu Padre Pio XII il 4 dicembre del 1951, ad istituire il patronato (per la Francia, sempre Pio XII, il 25 gennaio e per il Belgio Papa Giovanni III, il 6 marzo 1961), mente la festività liturgica fu istituita da Papa Benedetto XIV (dal 1740 al 1758) per il 4 dicembre, giorno che sembra corrispondere al suo martirio, avvenuto probabilmente in Egitto all’epoca o dell’imperatore Massimo il Trace, o di Massimiano o di Massimino Daia (ossia tra il 235 ed il 313 d.C.). La giovane Santa Barbara (patrona anche di minatori, bombardieri, battiloro, marinari) fu eletta patrona per l’accostamento del supplizio con il lavoro svolto dai Vigili del Fuoco, uomini che corrono in soccorso degli altri senza temere l’ardore delle fiamme che lambiscono i loro corpi (come se una mano celestiale si interponesse tra le fiamme ardenti e la carne delle membra); che consacrati al loro dovere cristiano di aiutare la gente (come Barbara si era consacrata alla cristianità), non si curano dei pericoli che si celano minacciosi, quasi a voler contrastare malignamente il loro operato; che a volte, soggiogato dalla preponderante forza degli eventi, cadono martoriati nel sacrificio della loro vita, ma subito si rialzano per essere accolti dall’abbraccio celestiale che Santa Barbara è pronta offrire.

Una presenza quella di Santa Barbara, che da coraggio e forza, che spinge a proseguire quel cammino fatto di sofferenza, di spirito d’altruismo, di sacrificio della propri vita in dono di un’altra portata in salvo; una presenza ed un abbraccio nell’ora del distacco da questo mondo terreno per ritrovarsi uniti nell’altra vita per dare conforto e coraggio a coloro che stanno combattendo contro il fuoco per salvare una vita. Non solo coraggio e conforto a coloro che operano quali i Vigili del Fuoco, ma anche coraggio e conforto ai loro cari, ai genitori, alle mogli, ai figli che a casa aspettano il ritorno del loro congiunto e sono pronti a dividere con lui le gioie di un salvezza o i dolori di una morte; che vivono (seppur non in persona e non fisicamente) le insidie, le paure, le sopportazioni fisiche che il loro lavoro li porta a combattere; che mestamente lo accompagnano nell’ultimo viaggio.

Santa Barbara è anche la loro patrona e li conforta nei momenti di bisogno, assicurandogli che il loro caro è sotto la sua protezione e, nell’ultimo atto, è al suo fianco da dove ci protegge e ci rincuora l’anima standoci vicino ed aiutandoci in ogni occasione. Santa Barbara è questo, non solo un nome sul calendari posto a fianco della data 4 dicembre; Santa Barbara nella vita quotidiana dei Vigili del Fuoco, gli è vicina tutti i giorni, li guida in ogni occasione si soccorso: ricordarla e santificarla per un giorno all’anno è quanto di meno si possa e si debba fare.

 

 

 

 

 

 

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