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NAPOLI
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L'uomo da discoteca (diTemplar)
L'uomo da discoteca è per lo più una mutazione genetica: infatti egli esiste solamente per un paio di giorni alla settimana. È generalmente un personaggio da "branco" ma quando caccia lo fa in solitario... Ha un abbigliamento tipico, magliettina attillata (per far vedere i muscoli) e pantaloni anche questi abbastanza stretti. Lo si può riconoscere facilmente a causa di una insopportabile scia di profumo che spezzerebbe le gambe a un bue. Dell'uomo da discoteca comunque qui parleremo solo delle attività riproduttive. L'aspetto più curioso della cosa è sicuramente il corteggiamento. L'approccio infatti è sempre lo stesso ma in questo caso esistono elementi più o meno fantasiosi. Si avvicina con un atteggiamento da cow-boy ondeggiando a destra e a sinistra generalmente con sigaretta (spenta) e inizia i suoi discorsi con "Scusa, hai da accendere?" Questo è il tipico approccio, ma ne esistono anche di più fantasiosi, tipo "Ciao mi chiamo Andrey Catatopulos, sono greco..." Comunque da un attento studio ho potuto notare come la preda sia abile e difficilmente catturabile. Infatti sembra che la preda sia per lo più molto cosciente del pericolo e che per un certo motivo ancora non definito sia proprio lei a decidere se essere preda o no... In ogni caso, indipendentemente dalla sua decisione l'uomo da discoteca inizia un rapido e diretto corteggiamento fatto di gesti e di atteggiamenti. Infatti anche se per quel lasso di tempo utile al corteggiamento è impegnato a parlare, i discorsi che generalmente fa sono sempre e assolutamente cose inutili e noiose. Gli atteggiamenti sono più importanti, per prima cosa si cerca di portare la preda verso il muro, più lontano possibile dalla pista, poi, con la scusa che non si sente niente, ci si avvicina ripetutamente alle sue orecchie per parlare... è importantissimo il contatto fisico, infatti è essenziale ad ogni rara (ve lo assicuro) battuta toccare con atteggiamento disinvolto il braccio o le spalle di lei. Questo è un passo importante perché da lì si nota la disponibilità... Un altro importantissimo passo è l'appoggiare il braccio, all'altezza della testa della preda, sul muro. Questo permette un gioco elastico di avvicinamento e allontanamento importantissimo... direi essenziale. Ma i miei studi hanno anche portato a delle conclusioni molto spiacevoli per l'uomo della discoteca. Infatti per il 90% dei casi da me osservati il risultato è stato un drammatico fallimento. La donna da discoteca (di Selene) Continua il nostro viaggio nel fantastico mondo di Quark. Stasera parleremo della donna da discoteca. La donna da discoteca, innanzi tutto, non è un'entità autonoma, ma l'atomo di una molecola più vasta, composta generalmente da due o tre donne da discoteca, che però possono essere anche di più e che, proprio in quanto atomi della stessa molecola, sono inseparabili. Lo si può notare in particolare quando una di loro decide che è ora di fare una capatina alla toilette: tutte le altre, senza bisogno di essere avvisate, la seguono automaticamente (perché gli amici, com’è universalmente riconosciuto, si vedono nel momento del bisogno...), che si tratti di rifarsi il trucco o di cambiarsi il tampax (essendo il cambio del tampax quasi altrettanto laborioso quanto il restauro del make-up). La donna da discoteca ha un unico scopo nella vita, o, quantomeno, nel weekend: il cucco, o cuccaggio (la terminologia varia a seconda delle scuole di pensiero). E questo vale per tutte le donne da discoteca, che pure si dividono in due sottocategorie: le timide e le intraprendenti. Le si riconosce dall'abbigliamento: le timide vestono rigorosamente in lungo e si vergognano di mostrare qualunque centimetro quadrato di pelle (anche perché consapevoli della propria cellulite), le intraprendenti (ossia coloro che non sono consapevoli della propria cellulite, ma solo di quella altrui) seguono la filosofia del "sotto il cappotto niente" (o quasi). L'uomo da discoteca deve conoscere bene - cosa che non succede quasi mai, e da ciò hanno origine tutti i fallimenti delle sue danze di corteggiamento - queste due sottocategorie. E' infatti pienamente assodato che le timide sono coloro che sembrano dire subito no, ma invece vogliono dire sì; le intraprendenti sono invece coloro che sembrano dire subito sì, ma invece vogliono dire no. Arma fondamentale della donna da discoteca per il cucco, o cuccaggio che dir si voglia, è il trucco. Elemento indispensabile, in particolare, tutto ciò che elimini completamente il pallore funereo di cinque o sei giorni di massacrante lavoro (la maggior parte delle donne da discoteca sono parrucchiere o commesse e il sabato sera sono costrette a maratonare annaspando dal negozio a casa alla discoteca). Due sono i mezzi, per chi non può permettersi o, per ragioni ideologiche, non vuole farsi la lampada: fondotinta e terra indiana. Alcune preferiscono il fondotinta, altre la terra, molte altre si spalmano prima completamente di fondotinta e poi ci spalano sopra vangate di terra, magari da arare successivamente con ampie massaggiate di fard. Il tutto, dimenticandosi completamente di collo e orecchie, con quel bellissimo effetto "maschera da carnevale" accentuato talvolta da un'ardita acconciatura raccolta che scopre completamente il biancore del collo, perfettamente in linea con il danzare delle strobo (leggasi "luci stroboscopiche"). Condire il tutto con mascara, ombretto dei colori più visibili nella notte e rossetto color mattone-che-se-ti-casco-in-testa-entri-in-coma-e-non-ti-risvegli-nemmeno-con -la-foto-di-Padre-Pio-appesa-in-camera.
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