giovedì 1 novembre 2012

Cosa puoi fare con un indirizzo IP

Cosa può fare un estraneo sapendo il mio indirizzo IP pubblico e chi può vederlo o scoprirlo quando ci colleghiamo a internet?

cosa fare con un indirizzo ip Navigare su Internet, dal punto di vista della privacy, è come andare in giro in macchina.
Quando si guida, l'automobile ha una targa di riconoscimento quindi, se facciamo un'irregolarità, è facile risalire al proprietario.
 
 
La targa, quando si naviga su internet, è l'indirizzo IP assegnato a quel computer, per rendere rintracciabile chiunque (vedi anche la spiegazione su come come parlano i computer tra loro in rete tramite TCP/IP)
Ogni volta che si usa un programma o un'applicazione come il browser web, per aprire una pagina web, si stabilisce una o più connessioni con il server che ospita quel sito.
Una volta stabilita la connessione, il computer scarica i dati da questi server e visualizza la pagina web nel browser.
Ogni connessione rivela l'indirizzo IP del dispositivo usato per aprire il sito, al server a cui si connette che, viceversa, vede l'indirizzo IP del server.
L'indirizzo IP non si può scegliere, viene assegnato dal gestore della connessione (che può essere Telecom, Fastweb e Wind) in modo casuale e, a volte, anche in modo dinamico.

Questo discorso molto semplificato vale per ogni connessione internet, anche per i programmi di posta elettronica, le chat, le applicazioni dello smartphone ecc.

Proprio come per la targa della macchina, dall'indirizzo IP non necessariamente si riesce a risalire all'identità di chi lo sta usando, ma solo al proprietario della connessione.
Se ci si connette da casa quello stesso indirizzo vale per chiunque si colleghi a internet: genitori, fratelli, figli, amici ecc.
Se poi la connessione viene stabilita in un ufficio questo indirizzo IP può valere per tutte le persone che vi lavorano.

Addirittura, in alcuni casi, l'indirizzo IP pubblico è lo stesso per le connessioni a internet provenienti da interi condomini o quartieri o città.

Gli indirizzi IP, inoltre, vengono spesso assegnati in modo dinamico e difficilmente sono fissi per un'utenza particolare come possiamo essere noi a casa.

L'indirizzo IP quindi rivela informazioni poche pubbliche e solo in certi casi può far risalire all'indirizzo di casa di una persona.

A seconda del provider di rete usato per accedere a internet, le informazioni che può rivelare un indirizzo IP sono diverse e, spesso, riservate.
Teoricamente questi gestori non possono memorizzare dati per controllare cosa fanno gli utenti su internet e devono assicurare la privacy dei clienti.

Se però, ad esempio, una persona compie un illecito informatico online, la polizia per risalire alla sua identità potrebbe aver bisogno di contattare il gestore di rete che assegna gli indirizzi IP.

Dopo quanto spiegato è chiaro che, se anche un estraneo conoscesse l'indirizzo IP pubblico della mia connessione internet attuale, non potrebbe farci nulla.
In sostanza, da un indirizzo IP pubblico soltanto il provider di rete può risalire, se gli viene richiesto, all'identità di una persona.

Chiunque altro può giusto provare a capire da dove proviene, trovare l'indirizzo IP di un altro computer e localizzarlo, ma spiare cosa fa non è possibile.

Questo perchè dietro ogni connessione c'è un router (privato o dello stesso fornitore della rete) che crea una rete interna e protegge dalle connessioni esterne ogni dispositivo non collegato.
Abbiamo già spiegato come funziona un router in un altro articolo.
Il discorso cambia nel caso in cui si usa un computer dentro la stessa rete creata dal router, che non è la rete internet ma una sottorete privata casalinga o dell'ufficio.
Il router infatti assegna ai dispositivi collegati un altro indirizzo IP, questa volta interno, che è sempre uguale per ogni rete privata e inizia, di solito, con 192.168.

Questo indirizzo non è visibile e, comunque, non è raggiungibile (a meno che non si imposti un'apertura voluta) dall'esterno della rete.
Teoricamente è possibile non solo trovare tutti i computer collegati in rete, ma anche sniffare la connessione e spiarla.
Per questo motivo è da ingenui lasciar lasciare una rete wifi non protetta da accessi estranei e, di converso, anche collegarsi alla rete wifi del vicino lasciata libera, perchè questi potrebbe un giorno svegliarsi e sapere tutto quello che facciamo su internet.
I router infatti hanno spesso la funzione di monitorare a quali siti si connettono i dispositivi e può dunque monitorare ogni sito visitato.


mercoledì 31 ottobre 2012

La differenza tra Blogger e WordPress

WordPress e Blogger sono tra le piattaforme più diffuse per la creazione di un sito web. 

Se anche tu hai difficoltà nella scelta, leggi questa guida in cui troverai sia pro che i contro di entrambe.
 

Abbiamo tanti clienti che ci chiedono:  “Qual è la differenza tra Blogger e WordPress?”, “Qual è la piattaforma migliore per creare un blog di successo, che sia flessibile e facile da gestire?”, “Per diventare blogger famosi, è meglio usare Blogger o WordPress?”.

Nessuna scelta può essera fatta in termini “assoluti”. Ossia, non posso dire “X è meglio di Y” e stop. Bisogna sempre valutare le necessità che ognuno ha, quali funzionalità servono a un determinato blog.

Solo in base a questo potrai scegliere la piattaforma che è realmente migliore per te, ovvero che risponde perfettamente alle tue esigenze. Non affrettare la fase di progettazione, in quanto è assolutamente determinante per il successo del tuo progetto online.
Detto questo, passiamo adesso ad analizzare nel dettaglio le specifiche caratteristiche e le differenze tra Blogger e WordPress, le piattaforme di blogging più utilizzate e più richieste, elencando i pro e i contro di ciascuna.

In questo modo per te sarà più semplice orientarti sulla scelta da prendere.
Ma, se cambi idea in corso d'opera, sappi che puoi trasferire il tuo sito Blogger su WordPress importando tutti i tuoi contenuti.

La differenza fra Blogger e WordPress in termini di hosting

Prima di andare avanti è bene fare una distinzione tra un sito hosted e uno self hosted.
Nel caso del sito hosted, non hai bisogno di sottoscrivere un piano hosting, ossia di acquistare uno spazio web a parte, e poi inserirvi il tuo sito. Infatti, la piattaforma ti fornisce questo spazio, però non ne avrai il pieno controllo. Non potrai, quindi, accedere a tutti i file del tuo sito, né modificarli: potrai solamente gestirlo con delle limitazioni.

Nel caso dei blog self hosted, invece, il sito risiede su un server privato per il quale paghi una cifra mensile o annuale.
Entrambe le piattaforme di cui stiamo parlando offrono una versione gratuita hosted. Solo WordPress, però, offre anche una versione self hosted, che rimane comunque gratuita, per tutte quelle persone che vogliono avere maggiore autonomia e godere di molte più funzionalità. Potrai quindi acquistare uno spazio web e installarci WordPress, mantenendo il pieno accesso a tutti i tuoi file.
Per siti che vogliono avere subito elevate prestazioni e raggiungere un più vasto pubblico nel breve periodo, ricordo che vi sono dei provider ottimizzati per ospitare uno spazio web realizzato con WordPress, come SiteGround (l'hosting di SOS WP).
Conosciamo adesso più nel dettaglio Blogger e WordPress.

Blogger
La piattaforma Blogger nacque nel 1999 da una piccola società americana. Quello che partì come un progetto amatoriale, ben presto divenne tanto celebre, che la società venne acquistata da Google, attuale proprietario.
Con gli anni e con l'aggiunta di nuove funzionalità si è giunti al numero record di 20 milioni di blog creati con Blogger.
Il segreto di questo successo? è facile e intuitiva da utilizzare e non richiede conoscenze di programmazione.
Blogger permette anche a chi non ha nozioni tecniche di realizzare il proprio semplice blog. Non sono disponibili funzionalità particolari né una grafica molto elaborata, ma permette di gestire le funzioni base di un blog.

WordPress
WordPress è una piattaforma di blogging gratuita introdotta nel 2003 ed è stata senza dubbio uno degli eventi più rivoluzionari sul web, dopo l'avvento di Google e dei social.
WordPress è un CMS, acronimo che sta per Content Management System, ovvero un sistema di gestione dei contenuti, che ti permette di creare un blog o un sito e di gestirlo senza dover avere necessariamente conoscenze di programmazione.
Tra le principali differenza tra Blogger e WordPress, quella fondamentale sta nel fatto che WordPress è una piattaforma Open Source, cioè una risorsa in continua evoluzione. La community mondiale lavora ogni giorno per migliorarla e renderla ancora più funzionale, anche se gratuita.
è una piattaforma efficiente e intuitiva, ma la sua vera forza sta nella flessibilità con cui può essere personalizzata la versione .org attraverso plugin, widget e temi professionali. Non serve padroneggiare i linguaggi di programmazione web per poter creare un sito professionale utilizzando WordPress.org. Chiunque può diventare blogger grazie alle semplicissime funzioni per creare le pagine, i post e tutti gli elementi che compongono un sito.



mercoledì 24 ottobre 2012

I migliori servizi CLOUD Disponibili in rete

Vediamo in questo articolo cosa e il servizio CLOUD e alcuni siti che offrono questo servizio.

Come funziona e cos'è il Cloud

In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su uno degli argomenti più caldi degli ultimi anni rispondendo ad una domanda specifica: Cos'è il Cloud.

Il termine “Cloud” è usato molto spesso; la sua definizione più generica indica una serie di elementi aggregati che cooperano tra loro per fornire servizi su Internet.
Viene proposto un pò in tutti i campi nel mondo dell'informatica e il marketing cerca di far leva su questo termine per attrarre la maggior parte degli utenti.
 

Cos'è il Cloud
Evitando volutamente di scendere nei dettagli, il Cloud nasce per sfruttare al massimo le possibilità offerte dalla rete e la capacità dei calcolatori di cooperare per offrire servizi, fornendo una capacità computazionale elevata.
Questo si traduce nella possibilità di superare i limiti della singola macchina (server) sia in termini di prestazioni che di spazio fisico.
In questo articolo ci focalizzeremo sulla parte del Cloud dedicata allo spazio fisico, inteso come “storage”.

Il Cloud come storage è usato per fornire una grande quantità di spazio dati aggiuntivo rispetto a quello messo a disposizione dal singolo computer direttamente su Internet.

Il Cloud storage risolve tre tipi di problemi:
  •     Mancanza di spazio fisico in locale per memorizzazione
  •     Accesso ai dati su Internet continuo e da qualsiasi punto
  •     Backup offsite sempre aggiornato e disponibile di dati e sistema
Ampliare le possibilità di memorizzazione dei dati è diventata un'esigenza fondamentale; affidarsi a device esterni (vedi Migliori Hard Disk USB) non è sempre sufficiente perché i dischi fisici sono comunque limitati in termini di spazio. Lo storage (o spazio di memorizzazione dati) offerto dal Cloud invece è virtualmente infinito; per l'utente finale, sarà sempre un singolo punto (la “nuvola”) a cui accedere e dove spostare e conservare i propri dati su internet senza influire sullo spazio fisico del proprio Hard Disk.

Avere i propri dati su Internet, nel Cloud, oltre a permettere di occupare uno spazio dati che non si possiede fisicamente, permette l'accesso ovunque ci si trovi a tutte le informazioni che abbiamo memorizzato con la possibilità di consultare, aggiornare o semplicemente spostare i dati memorizzati.

Una connessione ad Internet ci garantirà la capacità di accedere ai dati e non perdere mai niente, a qualsiasi ora del giorno anche da computer, tablet e smartphone diversi.

Naturale estensione della possibilità di memorizzazione è la capacità di effettuare Backup del proprio sistema operativo o di più computer sul Cloud. I nostri dati verranno conservati, eventualmente archiviati e crittografati (protetti digitilmente) in modo da garantirci la possibilità di ripristinare tutto in caso di smarrimento del computer o problemi ai dischi fisici in nostro possesso.

Si parla di Backup offsite perché non fisicamente presente nello stesso luogo in cui si trovano i dati che lo hanno originato ed è un accorgimento che chiunque dia un valore ai propri dati dovrebbe prendere in considerazione.

I servizi di Cloud storage
Quanto detto prima, risulta essere sempre vero: virtualmente il Cloud mette a disposizione uno spazio che potenzialmente è infinito. I fornitori di servizi, mettendo a disposizione le risorse per fornirci spazio aggiuntivo di memorizzazione. Tutto questo ha un prezzo e anche le risorse dei fornitori di servizi non sono infinite.
Ecco perché esamineremo brevemente quelli che sono i migliori servizi di cloud storage che si distinguono in termini di spazio fornito, prezzo e caratteristiche principali.

Dropbox
Almeno una volta nella vita avrete sentito nominare questo servizio. Fornisce uno spazio inizialmente di soli 2GB ma che permette di essere esteso diffondendo il servizio ai propri amici o con determinate iniziative che portano ad un aumento permanente dello spazio a disposizione in forma gratutita.
Per 10€ al mese (o 100€ all'anno) offre uno spazio di 1TB per memorizzare dati.
L'accesso ai propri dati avviene con un client installato sul computer o direttamente tramite interfaccia web.

Amazon Cloud Drive
Amazon propone una sua soluzione di storage Cloud, chiamata Amazon Cloud Drive. Un pò particolare perché l'utilizzo e lo spazio dipendono dal tipo di file che state memorizzando. Come spazio di archiviazione di default è 5GB ma illimitato per le foto. Per avere spazio illimitato per foto, video e qualsiasi altro tipo di documento, bisogna sottoscrivere l'abbonamento annuale di 70€.

Google Drive
Altra soluzione offerta da Google e messa a disposizione di chiunque abbia un account. Il piano base fornisce uno spazio di archiviazione di 15GB per qualsiasi tipo di file. Oltre all'accesso ai propri file sul computer oppure online, è possibile sfruttare gli editor (doc, xls, etc) messi a disposizione da Google.
Con 2€ al mese si possono avere 100GB e con 10€ al mese (o 100€ all'anno), si ha uno spazio di 1TB.

Microsoft One Drive
Come con la soluzione Cloud proposta da Google, Microsoft propone una sua soluzione chiamata OneDrive disponibile per tutti gli utenti con account Microsoft.
Di base offre 5GB per memorizzare qualsiasi tipo di file nel cloud. Al costo di 2€ al mese offre uno spazio di 50GB. Altre soluzioni prevedono spazio di memorizzazione maggiore ma sono accoppiate con Office 365 (la versione di Office online per gestire documenti).

Mega
Nato dalle ceneri del mai dimenticato megaupload, Mega.nz offre uno spazio di archiviazione dati di 50GB gratuito.
Le soluzioni per aumentare lo spazio a disposizione sono molteplici: per 5€ al mese, abbiamo 200GB di spazio, per 10€ 500GB, per 20€ 2TB e per 30€ ben 4TB di spazio.

iCloud
Soluzione Cloud specifica per utenti Apple. Utilizzata anche per il backup automatico di iPhone o iPad, iCloud è gratuito fino a 5GB.
Per 1€ al mese possiamo avere 50GB di spazio totale. Con 3€ arriviamo ad avere uno spazio di 200GB mentre se vogliamo molto più spazio aggiuntivo su iCloud dobbiamo abbonarci a 10€ al mese per 1TB o 20€ al mese per avere 2TB.
Come si evince dall'elenco dei migliori servizi Cloud, non c'è un vero vincitore e l'usabilità e le caratteristiche sono molto simili fra loro (se escludiamo iCloud che è appannaggio degli utenti Apple).
Nulla vi viete di usare tutti questi servizi e non solamente un solo Cloud storage, avendo la possibilità di usarne uno per i backup, un altro per le fotografie e un altro ancora per i documenti (magari condividendoli anche con colleghi di lavoro).

Speriamo che questa panoramica vi sia stata d'aiuto per chiarire Cos'è il Cloud e al tempo stesso fornire delle informazioni basilari sui servizi di Cloud storage (solo una tra le tante capacità offerte dai servizi di Cloud computing).

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